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GREEN TRAVEL E PRACTICES AZIENDALI: IL NUOVO PRESENTE DEL VIAGGIO

La sostenibilità ambientale, se non integrata ed applicata in tutti gli aspetti della vita, diventa soltanto un insieme di buoni propositi molto difficili da attuare. Uno degli aspetti più complessi della possibilità di vivere e sperimentare la vita rispettando l’ambiente e le risorse che offre così da lasciare le stesse opportunità alle generazioni future, è quello del viaggio.

Il viaggio, dall’ottocento ad oggi, si è evoluto; agevolando infinitamente il raggiungimento di mete e località dall’altro capo del mondo, ma al contempo è aumentata proporzionalmente la quantità di danno che il viaggio degli uomini apporta agli ecosistemi naturali.

Non solo per cultura, ora si viaggia per diletto, per scoprire nuovi luoghi, incontrare amici, parenti o partner dall’altra parte del mondo, oppure ancora si viaggia per lavoro. Gli aerei fanno parte integrante dell’immaginario collettivo di viaggio e negli ultimi anni sono sempre più utilizzati, ed è qui che subentra l’ultimo movimento ambientalista di tendenza il flygskam, flight shaming o la cosiddetta “vergogna di volare”, insinuando dubbi e senso di vergogna fra i più.

Questo movimento consiste nel preferire, per ragioni ambientaliste, al viaggio in auto o in aereo, quello in treno o per mare. Il problema sollevato non è nel mezzo di trasporto, ma nei combustibili fossili e nelle emissioni di carbonio che essi richiedono e producono.

È per tutti possibile attenersi ad una serie di pratiche e buone abitudini che rendono possibile ridurre il proprio impatto sull’ambiente: raggiungere e tornare dal proprio luogo di lavoro con i mezzi pubblici, utilizzare app per la prenotazione di biglietti (come quelle già installate negli smartphone, Tiqets, specializzata per eventi culturali, Drop Ticket per il pagamento di parcheggi, o le app delle diverse compagnie di treni/aerei) e per la digitalizzazione di biglietti da visita (come CamCard, Microsoft Office Lens o ABBYY Business Card Reader), eventuali parcheggi o appuntamenti, ridurre al massimo l’utilizzo di carta e materiali non riciclabili come bicchierini per il caffè in plastica usa-e-getta.

Sarebbe inoltre una buona pratica per le aziende incentivare l’uso di mezzi pubblici sia nella quotidianità che per i viaggi delle vacanze, praticando delle policies che vadano ad incoraggiare i dipendenti alle buone pratiche ambientali, come ad esempio già fanno alcune aziende negli Stati Uniti “regalando” uno o più giorni di ferie a chiunque non voli per un anno intero e decida di spostarsi, per le uniche vacanze annuali che ha, con il treno. Negli stati uniti, i giorni aggiuntivi possono essere utilizzati per “ammortizzare” il viaggio, che è su distanze di molto superiori a quelle che possono essere le distanze italiane, ma se si pensa a questa come ad una consuetudine, in molti potrebbero scegliere di viaggiare tramite treno anche attraverso diversi stati europei. Per gli experienced sustainable travelers il viaggio diventa un’esperienza, un viaggio dentro il viaggio, un’occasione per favorire scambi interculturali e di opinioni.

Questa politica aziendale, ora che la possibilità di scegliere il luogo in cui lavorare è all’ordine del giorno, potrebbe essere applicata e sfruttata: scegliere di lavorare da smart spaces -sempre più diffusi anche in Italia- che aiutano lo smaltimento dell’inquinamento e favoriscono la creazione di energie rinnovabili tramite pannelli fotovoltaici; la digitalizzazione massiva in quanto semplificazione e defaticamento per il mondo e per l’uomo. Lo spostamento per lavoro da Milano a Roma, ad esempio, via treno, oppure limitare gli spostamenti verso l’ufficio favorendo un sempre maggior numero di ore di smart working.

 

di Martina Biassoni
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