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#STEMINTHECITY: PER UN FUTURO SOSTENIBILE E DIGITALE

#STEMintheCity è un’iniziativa promossa dal Comune dal Milano per diffondere la cultura dello STEM, ed anche per rimuovere gli stereotipi culturali che allontanano le ragazze dagli studi di ambito tecnico-scientifico. Questa manifestazione sta riscuotendo molto successo ed è ormai arrivata alla sua quinta edizione. Al centro del progetto vi è la dimensione digitale in tutte le sue declinazioni e possibili applicazioni. L’evento si svolge attraverso una piattaforma che presenta un palinsesto ricco di contenuti di formazione, eventi in live streaming, webinar on demand, testimonianze ed esperienze digitali inedite. Il mese dello STEM è Aprile, ma tutt’oggi, visitando la piattaforma, si possono selezionare eventi ed iniziative a cui partecipare.

Per capire meglio ciò di cui si tratta, proviamo a fare un passo indietro, per scoprire dove e quando la cultura dello STEM abbia avuto inizio.
Tutto ha origine in America, a partire dagli anni 2000. Fu allora infatti che ci si iniziò ad interessare a quell’insieme di discipline necessarie per consentire progresso ed innovazione. Stupì in particolar modo uno studio svolto dalla U.S. National Academies of Science, Engineering, and Medicine, che portò alla luce la mediocrità dei risultati perseguiti in queste discipline da parte degli studenti statunitensi, rispetto a quelli raggiunti dai giovani degli altri Paesi. Si capì fin da subito che colmare queste lacune sarebbe stato necessario per salvaguardare il sistema economico. Per correre ai ripari si lavorò a fondo su di un approccio interdisciplinare volto a far sì che gli studenti creassero connessioni tra le nozioni apprese dallo studio delle discipline tecnico-scientifiche e la realtà concreta, in modo da predisporli alla cosiddetta “new economy”.

È proprio da qui che nasce l’acronimo STEM: Science, Technology, Engineering and Mathematics. La definizione così specifica garantisce un tipo ed un grado di istruzione altrettanto specifici e permette di assegnare una collocazione precisa a tutti coloro che hanno seguito questo particolare percorso di studi, che ha permesso loro di capire a fondo le esigenze del sistema economico.
Dal 2000 al 2010 negli Stati Uniti la crescita di posti di lavoro legati a queste discipline è stata tre volte maggiore rispetto a quella di altri impieghi. Nonostante ciò alcune aziende statunitensi faticano ancora a trovare personale specializzato, anche perché oltre a persistere un divario tra gruppi etnici diversi, lo stesso vale per quello tra generi.
Sempre degli studi americani hanno dimostrato che, tra gli studenti, è soprattutto la componente femminile a completare un percorso di studi, e per di più con valutazioni mediamente più alte, sia nelle cosiddette materie umanistiche, che in quelle scientifiche. Nonostante ciò i corsi di studio incentrati sullo STEM presentano una netta prevalenza maschile.

Proprio da qui nasce l’esigenza, inseguita anche dall’iniziativa #STEMinthecity, di rendere questo insieme di discipline avvicinabile ed accessibile a chiunque, senza distinzioni di genere.
La piattaforma in questione (www.steminthecity.eu) ha tutti i requisiti per essere considerata fruibile e stimolante per chiunque voglia addentrarsi nella dimensione digitale.

I temi trattati sono svariati, molti di questi volti all’ecosostenibilità; si passa dalle professioni del futuro, i nuovi modi per imparare a programmare e la robotica virtuale, alla tecnologia impiegata nel settore della moda e le storie della buonanotte narrate in video per i più piccoli. La piattaforma presenta quindi contenuti per tutti i gusti e tutte le età, lasciando così intuire che il digitale sia davvero alla portata di tutti.

 

di Susanna Russo