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SMART WORKING: RISORSA E OPPORTUNITÀ  

 

Lo smart working, “l’ultimo ritrovato” in fatto di metodi di lavoro, viene visto ancora come uno scoglio da superare per favorire un ritorno alla normalità pre-Covid in una buona percentuale di aziende italiane. Eppure, se ci si pensasse bene e ci si organizzasse diversamente, lo si potrebbe iniziare a trovare una risorsa che non smette mai di dare soddisfazioni.

L’ideologia comune, infatti, non contempla ciò che nello smart working diventa fattore determinante di buona riuscita e raggiungimento obiettivi: un’organizzazione del lavoro result-based. 

In cosa consiste un’organizzazione result-based? Il sistema di organizzazione result-based sottintende una sempre maggiore responsabilizzazione dei lavoratori, per favorire il semplice raggiungimento degli obiettivi di un’azienda, il tutto interconnesso e supportato da nuovi sistemi di tecnologie digitali.

Con il termine smart working, infatti, gli italofoni intendono lo svolgimento dei compiti di lavoro da casa, da luoghi adibiti al co-working, o altre strutture con l’aggiunta della possibilità di scelta delle fasce orarie più congeniali e che meglio si intersecano con le abitudini del lavoratore; rendendolo così un compito a cui ci si approccia meno svogliatamente e favorendo in questo modo l’organizzazione result-based. Un lavoratore meno imbronciato, sarà sicuramente sinonimo di risultati migliori, più appaganti e raggiunti in minor tempo, rispetto ad uno che si sente obbligato e col fiato sul collo, questa non è una novità.

La novità, infatti, sta nella possibilità che applicazioni come quelle per lavorare in teleconferenza a km di distanza – da Zoom a Skype passando per Microsoft Teams e Google Duo o Google Classroom per citarne alcune-, software per archiviazione cloud -come Google Cloud, Google Drive o iCloud – , piattaforme online che permettono la collaborazione contemporanea di più colleghi, favoriscono oggi più che mai la creazione di team digitali, sempre più eterogenei e affiatati, che si motiveranno l’un l’altro e si approcceranno diversamente al clima lavorativo così da essere più efficaci.

Inoltre, la possibilità data dalle nuove tecnologie crittografate e sempre più sicure di archiviare in rete dati e progetti senza preoccuparsi che essi si perdano, costituisce un forte supporto per tutti coloro i quali desiderassero collaborare in digital teams sfruttando tools e applicazioni che solo i software di collaborazione online forniscono (come, ad esempio, SharePoint).

Ovviamente, questo tipo di collaborazione in cui i lavoratori sono completamente autonomi e responsabili deve fondarsi su una grande dose di fiducia, sinergia ed attenzione, così da ottimizzare il raggiungimento di risultati ed obiettivi. Un’altra importantissima chiave è però costituita da una serie di digital soft skills necessarie all’attuazione dell’organizzazione del lavoro result-based.

 

Di Martina Biassoni